Apollo e Dafne: il mito della ninfa trasformata in alloro e il suo significato

Apollo e Dafne: il mito della ninfa trasformata in alloro e il suo significato

Il mito di Apollo e Dafne è una delle storie d'amore più celebri e struggenti della mitologia classica: un dio innamorato, una ninfa che non vuole essere sua e una metamorfosi che trasforma la fuga in un albero. È anche il racconto che spiega perché l'alloro è diventato il simbolo della vittoria e della poesia.

La sfida tra Apollo e Cupido

Il racconto più famoso è quello del poeta latino Ovidio, nel primo libro delle Metamorfosi. Tutto comincia con un atto di superbia. Apollo, dio della luce, della musica e della poesia, aveva appena ucciso con le sue frecce il serpente Pitone. Vedendo Cupido, il figlio di Venere, con arco e frecce, lo prese in giro: quelle armi, disse, erano adatte a un guerriero come lui, non a un bambino.

Le due frecce

Offeso, Cupido si vendicò scoccando due frecce diverse. Con una freccia d'oro, che fa nascere l'amore, colpì Apollo. Con una freccia di piombo, che fa fuggire l'amore, colpì Dafne, una ninfa figlia del dio fluviale Peneo, che voleva restare libera e dedicarsi alla caccia come la dea Diana.

L'inseguimento

Apollo si innamorò perdutamente di Dafne e cominciò a inseguirla, supplicandola di fermarsi. Dafne invece fuggiva con tutte le sue forze. Quando ormai il dio stava per raggiungerla, stremata, la ninfa invocò l'aiuto del padre, chiedendogli di trasformare quel corpo che attirava tanto l'amore del dio.

La metamorfosi in alloro

La preghiera fu ascoltata. Mentre Apollo la raggiungeva, il corpo di Dafne cominciò a trasformarsi: la pelle divenne corteccia, i capelli si mutarono in foglie, le braccia in rami e i piedi in radici. In pochi istanti la ninfa era diventata un albero di alloro (in greco daphne). Apollo, abbracciando il tronco, promise che quell'albero sarebbe stato per sempre il suo: le sue foglie avrebbero incoronato i vincitori e i poeti.

L'alloro: da Dafne alla laurea

Da questo mito nasce la tradizione della corona d'alloro, data nell'antichità ai vincitori dei giochi pitici in onore di Apollo e ai generali trionfanti. Nel Medioevo e nel Rinascimento diventò il simbolo dei poeti: Petrarca, che amava una donna di nome Laura, giocò spesso sul legame tra lei e il lauro. Ancora oggi, quando qualcuno si laurea, porta idealmente la corona di Apollo.

Il significato del mito

  • La libertà. Dafne preferisce perdere il proprio corpo piuttosto che la propria libertà.
  • L'amore non corrisposto. Apollo, il dio di tutte le arti, non può nulla contro il rifiuto.
  • La trasformazione. Il dolore si trasforma in qualcosa di eterno: l'alloro, simbolo di gloria.
  • La punizione della superbia. Apollo paga la sua arroganza nei confronti di Cupido.

Apollo e Dafne di Bernini

Il capolavoro che ha reso immortale questo mito è il gruppo in marmo di Gian Lorenzo Bernini, scolpito tra il 1622 e il 1625 e conservato alla Galleria Borghese di Roma. Bernini ferma l'istante esatto della metamorfosi: le dita di Dafne che diventano foglie, i piedi che mettono radici, la corteccia che le avvolge le gambe mentre Apollo la raggiunge. Nella stessa galleria si trova il suo Ratto di Proserpina, di cui parliamo nella guida su Persefone.

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